Rivoluzione digitale e privacy: quali diritti per i lavoratori?
Rivoluzione digitale e privacy: quali diritti per i lavoratori?
Daniela Zepponi
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Pubblicato il 14 Maggio 2022

 

L’innovazione tecnologica, di cui le aziende sono protagoniste in questi anni, porta con sé anche un’evoluzione degli strumenti di controllo a disposizione del datore di lavoro per verificare non solo l’efficienza dei dipendenti, ma anche qualsiasi informazione ad essi collegata, che sia veicolata per mezzi digitali.

C’è ovviamente un limite a quanto il capo possa controllare o sapere del proprio dipendente, infatti nell'articolo 41 dello Statuto dei lavoratori è riconosciuta la libertà di iniziativa economica, purché questa venga esercitata nel rispetto della libertà e della dignità umana. L’intento della norma è chiaro: i limiti al suddetto potere di controllo devono andare di pari passo con altri diritti meritevoli di tutela, quale ad esempio il diritto del lavoratore alla propria riservatezza.

È necessario trovare (lo si cerca di fare da diversi anni) un bilanciamento tra il diritto del datore di lavoro e quello del lavoratore. Oggi l’automazione che è infatti entrata a far parte delle vite di tutti, diventando non solo un fenomeno legato alla sfera umana ma soprattutto al luogo di lavoro, ha modificato anche lo Statuto dei lavoratori e ne ha sovvertito le logiche anche sotto il profilo del trattamento dei dati sensibili del lavoratore e della sua sfera riservata, introducendo la possibilità, per l’imprenditore, di utilizzare, a certe condizioni, apparecchi che consentono di controllare la prestazione lavorativa.

In pratica, i controlli a distanza, ammessi a seguito delle modifiche disposte con l’art. 23 cit., pur non consentendo un controllo (anche indiretto) indiscriminato sull’attività dei dipendenti, ha di gran lunga ristretto il perimetro della riservatezza del lavoratore che, ante riforma, godeva di tutela in senso assoluto. Al contempo, però, tale drastica riduzione appare essere oggi un “male necessario” sempre più in crescita.

Nell’attesa occorre però essere consapevoli che l’utilizzo degli strumenti tecnologici assume centrale importanza non solo perché questo ha riflessi notevoli sull’organizzazione delle imprese, ma, soprattutto, perché incide fortemente sulla sfera personale e più intima del lavoratore.