Le nostre soluzioni IT a sostegno
della vostra strategia di business.
Dal 1986 lavoriamo per l'innovazione.
Sistema 3 è il perfetto sostegno alle tue esigenze informatiche.
Esperienza, professionalità e innovazione: sono questi i pilastri che fanno della Sistema 3 s.r.l. il perfetto sostegno alle tue esigenze informatiche. L’esperienza della nostra azienda è garantita da una presenza trentennale nel campo dell’informatica: è dal 1986 che offriamo i nostri servizi di assistenza, consulenza, riparzione e vendita in amibto IT. Questo ci ha resi leader nella regione Marche e ci ha permesso di costruire nel tempo un rapporto privilegiato con tanti enti pubblici e scuole, in quanto iscritti al MEPA, ed altrettante aziende e professionisti.
Dal blog
5 errori da non fare quando si gestisce un e-commerce
Di Daniela Zepponi
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Pubblicato il 11 Giugno 2019
Il commercio online negli ultimi anni ha avuto una notevole crescita e questo è un aspetto che molte aziende tengono in considerazione, ma vendere dei prodotti tramite e-commerce non è facile senza gli strumenti giusti. Oggi vediamo 5 errori che spesso compiono alcuni imprenditori quando iniziano la propria attività online 1) Poche visite = Poche vendite Quando ci si concentra su una attività online spesso bisogna dimenticare tutto quello che si conosce sul commercio al dettaglio in un negozio fisico. Nel mondo del web non basta avere un prodotto di qualità, bisogna anche renderlo facilmente accessibile e reperibile. Per fare questo serve affidarsi ad esperti che possano occuparsi del corretto posizionamento sui motori di ricerca 2) Nel 2019 non si può prescindere dai social Le persone che comprano online sono abituate ad utilizzare siti come Amazon che offrono un servizio di assistenza completissimo. Chiaramente per una piccola start-up è impossibile replicare questa esperienza d’uso ma essere rintracciabili sui social network è indispensabile. Una pagina su Facebook dove l’utente possa fare delle domande e ricevere risposte in tempi rapidi è un grande passo verso la fidelizzazione del cliente 3) Regole chiare L’utente non compra se non si sente sicuro, quindi tutte le informazioni su pagamenti e consegna devono essere ben visibili nella home e devono essere chiare 4) Modalità di pagamento Come dicevamo nel punto 3 l’utente spesso non si fida per cui nei limiti del possibile è necessario offrire metodi di pagamento sicuri, in particolare PayPal. Molti sono disposti a pagare un sovrapprezzo per la modalità contrassegno. 5) Spedizioni e Consegna Più è chiaro il processo dall’evasione dell’ordine alla consegna, maggiore è la possibilità che il clienti ritorni a fare acquisti. Quindi è necessaria una comunicazione chiara: è importante comunicare via email la presa in carico dell’ordine, l’avvenuta spedizione e bisognerebbe anche fornire il codice di tracking. Noi abbiamo realizzato l'e-commerce soundtech.it: andate a dare un'occhiata e diteci cosa ne pensate!
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Breve guida ai Google analytics
Di Daniela Zepponi
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Pubblicato il 27 Maggio 2019
  Google Analytics è un servizio gratuito che serve per raccogliere ed elaborare i dati relativi al traffico di un sito web. Lo strumento consente di dar vita a statistiche dettagliate sul numero dei visitatori di un sito, ma non solo. Dal numero di visite e condivisioni si può rilevare il gradimento di un contenuto, di una campagna o di un prodotto e, pertanto, migliorare le proprie strategie di marketing, correggendo gli eventuali errori. Quindi, Google Analytics è utile per tantissimi soggetti: per coloro che si occupano di content marketing, al fine di coinvolgere più efficacemente il proprio pubblico; per gli imprenditori digitali che gestiscono un e-commerce, in modo da individuare facilmente i prodotti più desiderati; per chi si occupa di acquisizione della clientela. Come funziona Google Analytics  Il motore del servizio di statistiche di Google è un codice di monitoraggio che raccoglie, in forma anonima, i dati delle visite e li invia al centro di elaborazione. Grazie al linguaggio JavaScript, l'intero sito o applicazione è monitorato. Ottenere il codice è piuttosto semplice, basta accedere al proprio account Google, cliccare sul pulsante “Registra”, impostare il nome dell'account, indicare l'url del sito web, la categoria di appartenenza e il fuso orario. Subito dopo è sufficiente cliccare sul pulsante “Ottieni l’id di monitoraggio”, al termine della pagina. A questo punto avrete il codice e per renderlo operativo lo dovrete inserire nel vostro sito. Come configurare Google Analytics Prima di iniziare ad esaminare i report e le statistiche di Google Analytics, vediamo i punti chiave per configurare al meglio il vostro servizio personalizzato. In ogni account attivo viene generata una proprietà e, al suo interno, automaticamente una vista, cioè un insieme di regole standard utili per visualizzare i dati. Questa configurazione può, ovviamente, essere personalizzata. Innanzitutto, può essere utile creare una vista di prova, che serve per testare i dati e per essere certi che non ci siano errori nelle visualizzazioni. Una impostazione di base da attivare subito consiste nell'escludere dalle statistiche il traffico interno, cioè quello generato dal proprio indirizzo IP. Le statistiche fornite da Google Analytics sono di 5 tipi principali: pubblico, che fornisce informazioni sui visitatori come età, sesso e provenienza geografica; acquisizione, che specifica i canali attraverso cui gli utenti arrivano al sito; comportamento, indica le pagine più visualizzate, quelle di destinazione e quelle di uscita; conversioni, fornisce indicazioni sull’efficacia delle campagne promozionali; in tempo reale, mostra la situazione live del sito. Attualmente Google Analytics è il servizio di statistiche più utilizzato, più conveniente e non si può non avere.
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Le competenze digitali più richieste per trovare subito lavoro
Di Daniela Zepponi
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Pubblicato il 25 Maggio 2019
La rivoluzione digitale interessa tanto anche il mondo del lavoro, nel quale le competenze informatiche e digitali rappresentano i requisiti sempre più richiesti per trovare un'occupazione. Infatti, più della metà dei posti di lavoro disponibili richiedono, oltre alle soft skills, anche le digital skills. I settori lavorativi più interessati, oltre a quello riguardante l'ICT, sono: l'industria meccanica, l'industria della moda, il settore alberghiero e il settore pubblico. Ma non è difficile affermare che il mondo del lavoro nella sua globalità è sempre più coinvolto dalle tecnologie informatiche, dal web e dal mondo della comunicazione, con picchi maggiori per quelle professioni non informatiche che riguardano le figure di supporto e di management nelle aree di produzione, progettazione, ricerca e sviluppo, marketing e gestione delle risorse umane. Quali sono le competenze digitali più ricercate e non solo Le digital skills possono suddividersi in: competenze di base, cioè le capacità di usare quotidianamente strumenti informatici; applicate, cioè le capacità di usare strumenti e software nei processi operativi e decisionali; tecniche ICT, come la capacità di progettare soluzioni e piattaforme tecnologiche e di brokeraggio informativo, intese come la capacità di utilizzare strumenti informatici per lo scambio di informazioni. All'interno di queste quattro macro-aree, ci sono delle abilità che fanno più gola alle aziende. Si tratta, ad esempio, della capacità di creare siti web o blog unitamente alla conoscenza del linguaggio SEO, che permette l’ottimizzazione dei contenuti sui motori di ricerca. I datori di lavoro sono molto attenti a questa competenza perché oggi ogni contenuto, informazione e messaggio promozionale scorre sul web. Pertanto, per un'azienda, possedere un proprio sito ottimizzato e denso di contenuti di qualità, è un fattore chiave per essere conosciuti e trovati, alimentando la proprio notorietà commerciale. Altre competenze sono quelle di: saper creare e gestire campagne per i social media, fondamentale soprattutto nell’industria del marketing; gestire un vlog o un canale YouTube ed avere dimestichezza con un settore in crescita come quello del mobile development.  Le doti personali non si collocano in secondo piano, perché il lavoratore competente e preparato risulta perfetto e ricercato dalle aziende se possiede anche qualità personali di influencer per creare contenuti virali e uno spirito creativo, curioso e positivo che riesca efficacemente ad ottimizzare qualunque business.
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