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  • Sistema 3 srl incontra le aziende del territorio per spiegare la nuova Fatturazione elettronica
    Di Daniela Zepponi
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    Pubblicato il 27 Ottobre 2018
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    fattura elettronica / software
    Fatturazione Elettronica - Dalla teoria alla pratica E' stato un incontro davvero partecipato, quello organizzato all'Hotel Recina da Sistema 3 srl azienda leader nel territorio nel campo dell'informatica e in particolare di softwere gestionali, sul tema della nuova fatturazione elettronica. Molti professionisti dei settori più disparati si sono dati appuntamento per ascoltare quali soluzioni all'avanguardia Sistema 3 poteva offrire dal 1 gennaio 2019, data di entrata in vigore della nuova tipologia di fatturazione. L'impatto sarà infatti importante per tantissime aziende: ad essere esclusi da questo obbligo saranno solo coloro che operano nel regime forfettario o altri regimi particolari. Sono state quindi presentate le varie possibilità, dai più complessi sistemi: utilizzo della Pec o inserimento diretto nel portale dell'agenzia delle Entrate per l'invio delle fatture all'uso del veloce e semplice Hub Digitale Doc Easy, perfettamente integrato con i software applicativi di Sistema 3 (Verticale, Logico-cloud e ExpWeb), che permette di gestire tutti i processi e i documenti digitali in modo automatizzato e da un unica interfaccia. Lo scopo finale di tutto questo cambiamento sarà la facilitazione dell'archiviazione, che sarà solo digitale e tutto il sistema relativo diventerà molto più semplice e veloce. Inoltre anche eventuali controlli dell'Agenzia delle Entrate risulteranno più snelli: infatti la fattura, prima di arrivare all'azienda verso la quale è stata emessa, passerà appunto dall'Agenzia tramite SDI (Sistema di Interscambio). "Abbiamo pensato fosse doveroso" Dice Lorenzo Lambertucci, Amministratore di Sistema 3 srl "Fare chiarezza anche dal punto di vista tecnico sul funzionamento della nuova fatturazione elettronica, e siamo felici che tante aziende abbiano potuto trovare risposta alle proprie domande grazie a noi e ai nostri tecnici". Per maggiori approfondimenti:  sistema3.it/fatturazione-elettronica
  • Formazione Privacy obbligatoria con il nuovo Regolamento Ue GDPR/18
    Di Lorenzo Lambertucci
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    Pubblicato il 16 Maggio 2018
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    gdpr
    Il 25 Maggio 2018 entrerà in vigore il nuovo Regolamento europeo in materia di “Data Privacy” Nel Regolamento GDPR/18 si definisce Dato Personale “qualunque informazione relativa a un individuo, collegata alla sua vita sia privata, sia professionale che pubblica […] come nomi, foto, indirizzi email, dettagli bancari, interventi su siti web di social network, informazioni mediche o indirizzi IP di computer”. Imprese ed enti pubblici sono ancora impreparati ad accogliere le novità in vigore da maggio 2018, con il nuovo “General Data Protection Regulation” - GDPR (Regolamento generale sulla protezione dei dati personali).Questo post ha come scopo quello di fornire le informazioni che occorrono per essere in regola.Ed infatti, iniziamo subito col dire che non ci sono alibi che tengano, perché: 1.       il GDPR è un Regolamento, non una Direttiva, il che significa che non necessita di una legge nazionale di recepimento: è immediatamente esecutivo; 2.       il GDPR è stato approvato il 24 maggio 2016. Non richiede ulteriori approvazioni; 3.       il GDPR prevede, con un proprio articolo, che la piena applicabilità delle nuove norme decorra dal 25 maggio 2018 solo per consentire alle organizzazioni pubbliche e private di adeguarsi. Non vi saranno rinvii. Come cambia la protezione dei dati? Partiamo dal presupposto che il “Regolamento generale sulla protezione dei dati personali” nasce da precise esigenze, come indicato dalla stessa Commissione Ue, di certezza giuridica, armonizzazione e maggiore semplicità delle norme riguardanti il trasferimento di dati personali dall’Ue verso altre parti del mondo. Non solo. Si tratta inoltre di una risposta, necessaria quanto urgente, alle sfide poste dagli sviluppi tecnologici e dai nuovi modelli di crescita economica, tenendo conto dei bisogni di tutela dei dati personali sempre più avvertiti dai cittadini Ue. Molte sono le novità introdotte dal Regolamento Ue 2016-679, noto con l’acronimo “GDPR” – General Data Protection Regulation, sulla protezione dei dati personali, tra cui: ·         norme unificate per garantire certezza giuridica e protezione dei dati in tutta l’Unione europea; ·         stesse norme per tutte le imprese che offrono servizi nella Ue (anche con sede extra-Ue); ·         più diritti per i cittadini, tra cui informazione e accesso; ·         portabilità dei dati, ovvero i cittadini avranno la possibilità di trasferire i propri dati da un’impresa all’altra; ·         maggiore protezione contro le violazioni; ·         norme rigorose nonché multe dissuasive, fino a 20 milioni di euro o, nel caso di un’impresa, fino al 4% del fatturato annuo a livello mondiale. Entrerà in vigore il prossimo 25 maggio e sarà applicato a tutte le imprese che offrono servizi o prodotti a persone che si trovano nel territorio dell’Unione europea.Questa normativa obbliga le organizzazioni ad assumersi maggiori responsabilità sui dati degli utenti che raccolgono e a compiere ogni sforzo possibile per proteggerli: dall’obbligo di redazione del registro dei trattamenti alla nomina del Data Protection Office; dalla sicurezza dei dati personali all’obbligo di notifica delle violazioni di sicurezza dei dati personali (data breach) entro 72 ore all’Autorità di protezione dei dati.È necessario che ogni Amministrazione assolva ai propri compiti in modo conforme al nuovo quadro legislativo, considerando la frequenza con la quale la stampa e i criminali informatici stessi divulgano notizie riguardanti le perdite di dati sensibili; diviene quanto mai importante non farsi trovare impreparati per questa importante data. Per aiutare le Pmi a conformarsi al nuovo Regolamento Ue sulla Privacy, Bruxelles destina 2 milioni di euro in misure ad hoc e pubblica online nuovi materiali informativi per cittadini e imprese. Quali sono gli obiettivi del Regolamento? Gli orientamenti Ue del nuovo GDPR sono: ·         libera circolazione dei dati; ·         tutela della vita privata; ·         rafforzamento della fiducia dei consumatori; ·         sicurezza dei consumatori. Le regole del GDPR da applicare in azienda non dipendono dalla dimensione dell’impresa ma dalla tipologia di attività: quelle che prevedono l’utilizzo dei dati sensibili richiedono l’impiego di maggiori accorgimenti per tutelare la privacy.La protezione dei dati riguarda i cittadini, non le imprese (per i quali vi sono altre normative). Però, ci sono casi in cui, ad esempio, l'informazione su un’impresa individuale possa in realtà rappresentare dati sensibili per l’imprenditore, che è una persona fisica e in tal caso, quindi, si applica il Regolamento GDPR. Alcune regole fondamentali che le imprese devono rispettare? ·         Regole chiare e trasparenti sul modo in cui utilizzano i dati; dev'esserci un motivo specifico, legato all’attività, per cui l’impresa ha bisogno dei dati, motivo che deve essere dichiarato. ·         I dati devono essere sempre accurati e aggiornati. ·         I dati non possono essere conservati per un periodo più lungo del necessario. ·         L’azienda deve dotarsi di tecnologie e misure di sicurezza adeguate alla protezione dei dati. GDPR/2018, le nuove norme nell’ambito del Marketing  Le aziende che trattano e gestiscono i dati devono rivedere i sistemi per essere “compliant” con il nuovo regolamento GDPR e questo ha, chiaramente, un impatto sia sulla customer experience sia sul modo stesso di fare digital marketing.La normativa, infatti, interesserà molteplici aspetti delle normali attività aziendali: anzitutto sicurezza e privacy delle informazioni e controllo dei lavoratori, ma anche le politiche di marketing. Il marketing “studia” 4 oggetti: il prodotto (inteso come oggetto fisico e relativa confezione); il prezzo (a quale somma vendere il prodotto); il posizionamento (identificazione e gestione dei canali distributivi); la promozione (scelta degli strumenti per entrare in contatto con i potenziali acquirenti). Il nuovo Regolamento avrà un forte impatto sulle attività di marketing, diretto e digitale: ciascuno dei suoi quattro ambiti operativi, in effetti, è fortemente condizionato dalla disponibilità di dati non solo statistici ma anche, se necessario, personali.Siccome la definizione di una corretta strategia di marketing è cruciale rispetto al successo di una campagna pubblicitaria, è evidente che il primo interesse di chi raccoglie i dati necessari è che questi siano attendibili, veritieri e aggiornati; proprio in questo senso, c’è una perfetta coincidenza fra le necessità industriali e le prescrizioni normative. Per cui, “fare marketing” - dopo il 25 maggio 2018, momento in cui il nuovo Regolamento europeo entrerà in vigore - senza prendere in considerazione le novità normative è impossibile e altamente rischioso.Il GDPR impatta tutte le fasi di marketing , partendo dalla raccolta e gestione dei dati di clienti e potenziali clienti: dalla fase iniziale in cui l’utente, interessato al sito web aziendale, è ancora anonimo, per proseguire in tutti i tracciamenti effettuati utilizzando i cookies, fino alla gestione di veri e propri dati personali, forniti in maniera spontanea dagli utenti nelle successive fasi di registrazione nei sistemi aziendali di marketing e amministrativi. Ecco perché è impossibile trascurare la formazione su questi temi, per poter valutare in anticipo cosa e come modificare nelle procedure. In estrema sintesi, con il GDPR: ·         è stata introdotta la responsabilizzazione dei titolari del trattamento - accountability - (principio di “responsabilizzazione”); ·         è stato adottato il “Registro dei trattamenti di dati personali”. L’azienda deve comprendere l’importanza e il valore dei dati, nonché gli ingenti danni economici legati a una perdita di informazione (“Data breach”); ·         è stata prevista la figura del “Responsabile della protezione dei dati” (“Data Protection Officer” -DPO), incaricato di assicurare una gestione corretta dei dati personali nelle imprese e negli enti; ·         c’è il Diritto all’oblio: la richiesta di cancellazione rivolta a un titolare che abbia reso pubblici dati, comporta anche l’obbligo di trasmetterla a tutti coloro che li utilizzano; ·         sono stabilite norme rigorose nonché multe dissuasive, fino a 20 milioni di euro o, nel caso di un’impresa, fino al 4% del fatturato annuo a livello mondiale. GDPR compliant: come diventarlo? Detto tutto ciò, il nuovo Regolamento Privacy introduce l’obbligo della formazione a tutti i livelli, all’interno di società e Pubbliche Amministrazioni. Chi non si adegua rischia grosse sanzioni. La formazione costituisce, pertanto, un prerequisito per poter operare all’interno delle organizzazioni, imprese e P.A.La Formazione dovrebbe, alla luce dell’impianto del Regolamento, presentare un taglio interdisciplinare e pragmatico e riguardare tutti i soggetti ed essere finalizzata ad illustrare i rischi generali e specifici dei trattamenti di dati, le misure organizzative, tecniche ed informatiche da adottare, nonché le responsabilità e le sanzioni. L’obbligo formativo non deve essere in alcun modo sottovalutato dalle pubbliche amministrazioni e delle imprese: nel caso di mancata erogazione della formazione scatta, infatti, la rilevante sanzione amministrativa pecuniaria. L’adempimento degli obblighi formativi è spesso oggetto anche di accertamenti ispettivi da parte dell’Autorità Garante privacy e da parte della Guardia di Finanza, che ha rinnovato nel 2016 il protocollo di intesa con l’Autorità. La formazione costituisce, pertanto, una misura di sicurezza per le organizzazioni, un onere a carico del titolare, un diritto e dovere per i dipendenti e i collaboratori.
  • Bando Go-Digital: ecco come funziona
    Di Daniela Zepponi
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    Pubblicato il 27 Aprile 2018
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    go-digital
    La Camera di Commercio di Macerata pensa digitale, e per l'anno 2018 ha emanato Bando Go-Digital - Anno 2018, per promuovere la diffusione della cultura e della pratica digitale e la promozione degli investimenti per la digitalizzazione, innovazione tecnologica, organizzativa e sicurezza informatica delle micro, piccole e medie imprese della provincia di Macerata. Grazie a questa iniziativa, le imprese possono richiedere un contributo per le tipologie di intervento previste dal bando e iscrivibili ai seguenti ambiti: - acquisto e istallazione di apparati hardware per la Connettività a Banda Ultralarga; - acquisto di software e strumenti hardware specifici destinati alla Sicurezza Perimetrale e al Back Up dei Dati, e relative spese di istallazione; - acquisto e istallazione di sistemi hardware e software per la telefonia basati sul protocollo internet (VoIP PBX); -acquisto e istallazione di apparati hardware per la connettività aziendale attraverso tecnologie wireless; - acquisto di strumenti/applicazioni di sensoristica e diagnostica per l'Agricoltura e la Zootecnica, per le sole imprese risultanti attive al Registro delle Imprese con attività primaria o prevalente rientrante nell'ambito della Divisione Ateco "A.01"; - progettazione e realizzazione di siti web, acquisto di software per lo sviluppo di soluzioni di e-commerce. La regolarizzazione delle spese dovrà avvenire esclusivamente tramite bonifico bancario o postale, Ri.Ba, assegno circolare, postale. Le richieste di contributo possono essere presentate esclusivamente a mezzo pec entro le ore 24:00 del  31 dicembre 2018, salvo chiusura anticipata per esaurimento dei fondi disponibili
  • Fake news: cosa sono e come non cascarci!
    Di Gianni Angelozzi
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    Pubblicato il 16 Aprile 2018
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    fake news
    Ne avete già sentito parlare: le fake news sono state continuamente citate in relazione alle ultime elezioni, a quanto è successo negli Stati Uniti, e persino la drammatica situazione in Siria sembra combattersi non solo con i missili ma anche con le Fake News. Ma sapete esattamente di cosa stiamo parlando?  Cosa sono le “fake news” “Fake news” o “notizie false” sono contenuti che girano per i web e hanno informazioni del tutto inventate o esagerate che distorcono le notizie vere. In realtà da quando esiste l’uomo le notizie legate a determinati fatti sono state inventate o modificate per assecondare fazioni in lotta contro di loro. Pensiamo alle dicerie sulla famiglia Borgia, alle Pasquinate, ai canard parigini. Eppure oggi con la rete la situazione sta sensibilmente cambiando, Ora infatti, chiunque può accedere a molte fonti di informazione e allo stesso tempo creare un contenuto informativo con bassi costi e alte potenzialità di distribuzione. Queste caratteristiche hanno contribuito a migliorare in modo significativo la qualità dell’informazione. In questo contesto, si sono anche aperti nuovi spazi per chi insegue interessi diversi. Cosa ci guadagna chi crea fake news La creazione di notizie false conviene a chi se le inventa per tanti motivi. In primis essa può generare un grosso flusso di denaro attraverso introiti pubblicitari. In pratica se apriamo un sito. Lo riempiamo di bugie e di banner pubblicitari, tutti i click di quanto crederanno a quello che leggono riempiranno le tasche di chi ha creato il sito. Ma c’è anche chi produce “fake news” per influenzare l’opinione altrui con finalità politiche: in questo caso si può sfruttare l’effetto “bolla” che Facebook e gli altri social network producono quando ci fanno vedere contenuti personalizzati, provenienti da (poche) fonti che confermano i nostri pregiudizi e su cui molti utenti cliccano senza neppure chiedersi da dove provengono. Come riconoscere una fake news Prima di condividere indiscriminatamente quello che trovate sul web rendendolo un posto peggiore e guadagnandovi la fama di bufalari (e facendo anche guadagnare in maniera scorretta della gente che non se lo merita) fate un check e ponetevi qualche domanda. E’ troppo “bella” per essere vera? Cercatela su Google. Che si tratti del vaccino sul cancro o dell’immigrato evirato dal padre di una bambina molestata, sappiate che se c’entra la malattia, l’immigrazione o qualche politico potrebbe essere falsa. Cercate l’argomento su Google e se nessun quodidiano importante la cita, allora è una bufala. Attenzione ad linguaggio. Se vengono usate parole come “Shock” “Nessuno te lo dice” “Non lo sentirai in tv” “Condivi se sei indignato” allora è sicuramente una bufala. Lo stesso se il titolo lascia il concetto in sospeso. Esempio “+++Notizia shock+++Incredibile Belen ha appena rotto con” e poi continua “Una botta contro uno spigolo l’unghia del mignolo destro”. E magari non è nemmeno vero. La differenza tra Troll e Fake News Non è semplice capire la differenza tra siti Troll e di Satira, come certi finti profili twitter di politici famosi, e come Lercio, che ironizza sull’attualità, e le fake news. E non è semplice perché la gente non legge nemmeno il titolo del sito, e scambia automaticamente “Lercio” per “Leggo” o per un altro “Giornale”. Insomma: a volte basta davvero un minimo di attenzione, per evitare di trasmettere notizie errate e sciocchezze varie.
  • Fin Tech, i trend per il 2018
    Di Lorenzo Lambertucci
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    Pubblicato il 30 Marzo 2018
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    trend
    Gli investimenti in servizi di tecnologia finanziaria stanno crescendo in maniera esponenziale: e entro l'anno toccheranno gli 8 miliardi di dollari. Ma quali sono i trend di crescita dei settori? Vediamoli insieme nello specifico! Startup e GAFA Le società colosso, come Google, Amazon, Facebook e Apple (cosiddette GAFA)stanno radicalmente trasformando il modo di gestire il denaro, ma non solo: tra colossi e nuove start up c'è una vera e propria guerra aperta, che però è un toccasana per i consumatori, e obbliga le aziende a dare sempre il meglio. Le criptovalute Sono sempre di più le criptovalute che vengono lanciate sul mercato, per far sì che professionisti e consumatori possano fare la scelta migliore. Le sfide e i limiti da superare sono tanti, ma resta uno dei fintech da non sottovalutare in questo 2018. La Blockchain Si tratta del libro contabile virtuale condiviso che mostra debiti e averi degli utenti e che permette di trasferire denaro e qualsiasi bene in modo facile, in tempo reale e senza costi, senza passare da un intermediario. La tecnologia blockchain può essere utilizzata in diversi ambiti e le applicazioni vanno dal mercato finanziario all’assistenza sanitaria, passando per i videogiochi e il sistema di mutui e prestiti. L’intelligenza Artificiale applicata ai servizi finanziari Migliorano i sistemi per aumentare di sicurezza e si riducono i tempi di elaborazione dei dati e i problemi dovuti alla gestione manuale delle operazioni. Ma l’AI non svolge solo un ruolo “dietro le quinte” nel mondo degli affari: questa tecnologia è stata introdotta nei chatbot delle aziende come strumenti self-service di comunicazione e assistenza clienti. Insomma, un altro trend da tenere d'occhio. La trasparenza Già da ora, ma ancora di più nel 2018, una terza caratteristica alla base delle imprese fintech sarà la trasparenza, ovvero la possibilità di conoscere anticipatamente la struttura dei costi e i guadagni dell’intermediario. Un 2018 tutto da scoprire, in questo campo: non perdete le info e gli aggiornamenti di Sistema3!
  • 5 ottime risorse gratuite per fare Seo
    Di Gianni Angelozzi
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    Pubblicato il 16 Marzo 2018
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    seo
    Esistono interessanti strumenti SEO gratuiti che possono aiutarvi ad ottimizzare il proprio lavoro per i motori di ricerca. L’ottimizzazione dei motori di ricerca ovvero la tecnica chiamata SEO, richiede particolari competenze in quanto coinvolge contemporaneamente un diverso numero di campi. Esistono però diversi tools che possono semplificare il lavoro: eccono 5 davvero interessanti. Google Analytics Google Analytics: il top. Potete gestire tantissimi siti diversi, e avere informazioni dettagliate e valide sul traffico, il comportamento degli utenti o fattori monetari, come i tassi di conversione.  È uno dei migliori strumenti  per capire quanto sia efficace una campagna, oppure se qualcosa non è andato come doveva. Google Search Console Google Search Console  è la metà della mela di Analytics, fornisce informazioni più approfondite e tecniche sulle prestazioni del proprio sito.  Si hanno avvisi sulla funzionalità del sito,o su eventuali errori e violazioni rispetto alle norme do Google. Open Site Explorer Open Site Explorer serve invece ad analizzare i profili dei link in entrata. A volte ritenuto come il “motore di ricerca per i collegamenti,” Open Site Explorer aiuta a scoprire e analizzare tutti i collegamenti che puntano al proprio sito. Si tratta di uno strumento fondamental, che aiuta anche a farsi un'idea sulle tattiche che stanno usando i concorrenti, ma anche su come scegliere al meglio i back link identificando eventualmente quelli dannosi. Google Keiwords Planner Vi aiuta nella ricerca delle parole chiave, e vi fa scoprire quale volume di ricerca ha ogni singola parola oppure gruppi di parole, per studiare al meglio la vostra futura campagna.   e frasi, scoprire  informazioni come il volume di ricerca e il livello di competizione per i futuri obiettivi. Google trends Ve lo dice il nome stesso: permette di capire quali sono i termini e gli argomenti più ricercati del web in relazione al tempo e al paese.Tutti questi strumenti SEO gratuiti finora elencati ci possono aiutare a pianificare, eseguire, misurare, ed approfondire la nostra strategia SEO in modo più semplice e decisamente più produttivo!