News
  • HP presenta Elitebook Dragonfly
    Di Daniela Zepponi
    |
    Pubblicato il 05 Dicembre 2019
    HP presenta Elitebook Dragonfly disponibile in tre configurazioni Hp è famosa per aver lanciato sul mercato dei notebook molto funzionali e ben progettati. Negli ultimi mesi, l’azienda ha deciso di mettersi alla prova nella creazione di un notebook in grado di garantire una notevole autonomia e una durata della batteria piuttosto lunga. È nato così il nuovo laptop convertibile Elitebook Dragonfly, di dimensioni pari a 304,3 x 197,5 x 16,1 mm, che garantisce fino ad 24, 5 ore di autonomia. L’intero dispositivo è realizzato in lega di magnesio e materiale plastico ed ha un peso di 990 grammi. Le tre configurazioni Elitebook Dragonfly Sono tre le configurazioni nelle quali è possibile acquistare questo notebook. La prima configurazione comprende una memoria di 8 GB, con SSD 256GB PCIe NVMe+ 16GB 3D Xpoint SSD, un display Brightview di 13.3" FHD (1920 x 1080) UWVA 400 nits con camera integrata; una tastiera retroilluminata, la grafica integrata Intel® UHD 620 e una batteria a 2 Celle Long Life 38 Whr. Inoltre, dispone di un supporto WiFi, bluetooth, di tre porte USB, ha un peso di 990 grammi ed è messo in vendita con una garanzia di tre anni. La seconda configurazione presenta una memoria raddoppiata rispetto alla prima, ma uguali batteria, tastiera, schermo, garanzia e grafica. La terza e ultima configurazione, invece, Elitebook Dragonfly con Privacy Filter integrato, ha una memoria uguale a quella della seconda configurazione; ma presenta una Batteria 4 Celle Long Life 56 Whr. I processori scelti per il Dragonfly Elitebook sono Intel di ottava generazione: si parte da un Core i3-8145U per arrivare fino a un Core i7-8665U. Inoltre, sono disponibili alcune opzioni sul versante della sicurezza, si tratta specificatamente di crittografia FIPS 140-2 e modulo TPM 2.0. Come partner Hp siamo pronti a rispondere a tutte le vostre domande!
  • Social media policy aziendale: cos'è e perché è indispensabile?
    Di Daniela Zepponi
    |
    Pubblicato il 25 Novembre 2019
    La social media policy aziendale è un complesso di norme che regola il comportamento dei dipendenti di un’azienda in relazione con i canali social aziendali. In un periodo come questo, dove la maggior parte delle interazioni avviene attraverso i social network, appare fondamentale dotarsi di un documento capace di guidare i dipendenti nel corretto utilizzo degli stessi. La social media policy può essere di due tipi: interna ed esterna. Nel primo caso, ad esser regolato è il comportamento dei collaboratori aziendali, nel secondo, invece, riguarda il rapporto con i consumatori. I tre punti focali della social media policy aziendale Le linee guida da seguire per la creazione di un documento di social media policy sono essenzialmente tre, basate su alcune domande: ·         Quali sono i soggetti abilitati ad interagire sui social con gli users? ·         Quando e come bisogna postare sui profili social aziendali? ·         Come si può tutelare la privacy dei dipendenti? Per quanto riguarda il primo punto, è fondamentale che lo staff sia adeguatamente formato su come si utilizzano i social dal puto di vista aziendale. Alcune aziende si affidano ad agenzie esterne, per coloro che invece hanno intenzione di puntare sullo staff interno occorre definire bene i ruoli nonché le modalità di interazione.  E qui si passa al secondo punto: occorre istruire lo staff sui contenuti da inserire sui profili, e su come rispondereagli utenti. Generalmente si predispongono delle risposte standard, ma non sempre esse sono sufficiente a gestire correttamente il rapporto con i consumatori. Il terzo punto concerne, invece, i profili personali dei dipendenti. In molti casi, fortunatamente, lo staff che gestisce le pagine aziendali è nascosto agli users, però potrebbe esserci la necessità di collegare i profili personali. In questo caso, tutti devono prestare attenzione. Alcuni post condivisi sulla propria bacheca potrebbero essere lesivi dell’immagine dell’azienda stessa. Proprio per questo è necessario dettare delle regole anche riguardanti l’immagine dei componenti dell’azienda, ed invitare i dipendenti a tenere i profili chiusi, ed evitare di accettare i clienti che inviano le richieste di amicizia.
  • Seo di base: 5 cose che non possono mancare nel tuo articolo
    Di Daniela Zepponi
    |
    Pubblicato il 19 Novembre 2019
    Avere conoscenze seo al giorno d’oggi è fondamentale per la visibilità dei propri articoli sui motori di ricerca, in particolar modo su google. Ovviamente ciò richiede molto studio e pratica. Con qualche piccolo consiglio, però, si può comunque ottenere un risultato soddisfacente.  Le regole d’oro della seo di base   INDICIZZAZIONE/OTTIMIZZAZIONE PER MOBILE: Nel 2019 la maggior parte degli accessi ai contenuti online avviene tramite smartphone. Proprio per questo è fondamentale essere “mobile-friendly”. Questo vuol dire essere schematici al massimo, ridurre all’osso url, meta description e titoli. Se il sito lo consente, è meglio differenziare questi elementi tra la versione desktop e quella mobile. Inoltre, dato che spesso gli utenti non si dilungano nella lettura, bisogna cercare di mettere in evidenza il punto essenziale dell’articolo, ciò che deve essere assolutamente letto anche a scapito del resto. Fondamentale, inoltre, è scegliere un font leggibile, pulito, lineare e una dimensione dei caratteri adeguatamente grande da non rendere obbligatorio lo zoom. ·     CONTENUTI ORIGINALI: Un articolo è fatto ovviamente da contenuti. Occorre necessariamente differenziarsi da ciò che offrono gli altri siti web, ma questo non è sempre facile. Se si trattano notizie, ad esempio, è impossibile avere un contenuto originale al 100%. In questo caso, occorre puntare sui sinonimi senza, però, fare giri di parole per arrivare al succo della notizia. Al contempo, non bisogna tralasciare i dettagli utili al fine della comprensione dell’informazione.  ORGANIZZAZIONE DEI CONTENUTI: I contenuti devono anche essere ben organizzati, attraverso l’utilizzo di grassetti, titoli e sottotitoli. Un articolo lungo va diviso in macrocategorie e “spezzato” da immagini. KEYWORDS: Biosgna prestare attenzione alle parole chiave, impostarle in modo intelligente senza, però, ripeterle di continuo. In questo caso si rischia di disincentivare l’utente nella lettura, poiché l’articolo diventa noioso e ripetitivo.  LINK INTERNI: I link interni che riportano ad altri articoli sono fondamentali. Però, non bisogna esagerare: il numero massimo è comunque intorno al centinaio, ma occorre regolarsi sulla lunghezza dell’articolo ed in più utilizzare sempre collegamenti coerenti.
  • Gestione perfetta del Centro del Riuso? Ci pensa CDRi Manager di Sistema 3!
    Di Daniela Zepponi
    |
    Pubblicato il 12 Novembre 2019
    Dare nuova vita ad oggetto? Con il Centro del Riuso si può: ne avete mai sentito parlare?  I centri per il riuso sono spazi attrezzati dove ognuno di noi può consegnare quello che non ci serve più e che può essere utile ad altri, allungando così il ciclo di vita dei propri beni, con vantaggi per l’economia e per l’ambiente. Infatti i centri del riuso hanno finalità sia ambientale che sociale: si consuma di meno, perché gli oggetti non vengono buttati e c’è rispetto per le risorse con cui sono stati fatti, ma servono anche ad aiutare quelle famiglie e quelle persone che magari si trovano in difficoltà e non hanno accesso a determinati beni. Come funziona un centro del riuso? Presso i centri del riuso, possono essere consegnati a titolo gratuito dai cittadini beni usati integri e funzionanti, riutilizzabili direttamente o con l'effettuazione di operazioni di pulizia e di piccole manutenzioni. Non è una gestione semplice, monitorare tutto quello che entra ed esce da un Centro, e per questo motivo noi di Sistema 3 abbiamo realizzato CDRi Manager,  il primo software con tecnologia cloud appositamente creato per la gestione completa e ottimizzata del Centro del Riuso pubblico o privato. Un Centro del Riuso performante, che raggiunge gli obiettivi qualitativi e quantitativi prefissati, è frutto non tanto delle buone intenzioni, quanto di un’efficiente organizzazione e un’efficace gestione operativa nel cui cuore si trova il software gestionale. Come funziona CDRi Manager? 1.Supervisione Real-Time E In Cloud Della Gestione da parte del gestore o proprietario del Centro del Riuso con visualizzazione di tutti i dati di gestione, inclusi report statistici e rappresentazioni grafiche. 2.Riduzione Dei Tempi Di Acquisizione E Consultazione Dei Dati e dei tempi, per favorire le altre attività operative e migliorare la performance generale. 3. Dematerializzazione dei documenti cartacei con eliminazione completa della modulistica e acquisizione dei dati anagrafici degli utenti con tessera microchip e firma su tablet. 4. Possibilità di personalizzazione del gestionale per tutte le esigenze operative (ritiro a punti, ritiro a pagamento, agevolazioni ISEE, centri intercomunali, tipologie utenti, classificazioni beni, reportistica, etc.). In Italia si buttano ogni anno 600.000 tonnellate di beni potenzialmente riutilizzabili: mettiamo fine a questo spreco. E rendiamo il centro del Riuso più facilmente fruibile grazie a CDRi Manager. Per scoprire di più, visita il link: https://centrodelriuso.it/!
  • Marketing su tik tok: quale target di riferimento
    Di Daniela Zepponi
    |
    Pubblicato il 05 Novembre 2019
      Tik tok è un’app dedicata ai giovanissimi, dove i ragazzini fanno video divertenti su tracce audio. Molte aziende tendono ad ignorarla, poiché credono erroneamente che su tale social è possibile trovare solo video di ragazzini. In realtà le stime sono impressionanti: tik tok conta mezzo miliardo utenti attivi, specialmente nella fascia 16-24 ma sta iniziando a spopolare anche tra gli user nella fascia 25-30. Gli utenti trascorrono quasi un’ora sul sito al giorno.   Proprio per questo, molti stanno iniziando a “fiutare” l’opportunità di fare business con tik tok. Una delle caratteristiche dell’app, è che l’algoritmo spinge molto sulla scoperta di contenuti e content creator nuovi. I social “classici”, al contrario, tendono a suggerire all’utente le persone vicine.   Come funziona l’advertising su tik tok?   L’influencer marketing già sta iniziando a prender piede su tik tok, e non di rado si notano contenuti sponsorizzati. Le differenze tra tik tok e instagram però sono sostanziali. Su instagram è l’azienda a scegliere con chi collaborare, e le modalità per farlo. Il brand può decidere se puntare su contenuti più “friendly” o puntare su scatti e descrizioni di qualità.   Per fare advertising su tik tok, invece, occorre avere un referente sull’app, essere un brand famoso e lanciato sul mercato. Inoltre bisogna avere un budget determinato, ed i contenuti sono legati a challenge “dal basso” (delle sfide tra utenti che possono realizzare video a tema oppure #hashtag da lanciare tra gli users).   Ciò che non tutti sanno, è che vengono pagati anche direttamente i creatori di contenuti più in voga: i fans possono inviare “rewards”, acquistando sull’app delle monete virtuali, che i creatori di contenuti possono tramutare in diamanti e poi cambiare in soldi veri e propri. La piattaforma trattiene il 50% delle monetine ricevute dai content creator reinvestendole nell’app. Infatti, questo metodo delle ricompense dovrebbe essere una sorta di rimborso spese, in quanto per un video molto breve occorrono spesso diverse ore di prove e montaggio, nonché attrezzature professionali.
  • Ambienti di apprendimento innovativi: opportunità da non perdere per le Scuole!
    Di Daniela Zepponi
    |
    Pubblicato il 30 Ottobre 2019
    Una nuova importante opportunità viene messa a disposizione dal Ministero dell’Istruzione per le Scuole italiane, dedicato alla realizzazione di “Ambienti di apprendimento innovativi”, ossia ambienti e spazi di apprendimento attrezzati con risorse tecnologiche innovative, capaci di integrare nella didattica l’utilizzo delle tecnologie. Infatti in attuazione del decreto del Ministro dell’istruzione, dell’Università e della ricerca 22 novembre 2018, prot. n. 762, il Ministero intende offrire risorse dedicate proprio a questo. Lo scopo di tutto è promuovere l’impegno attivo degli studenti, promuovere l’apprendimento coordinato, stimolare i docenti a sintonizzarsi sulle motivazioni degli studenti, il tutto in uno spazio che si presenta misto, in parte virtuale in parte reale arricchendo il contenuto della didattica di risorse digitali fondate sulla realtà virtuale e aumentata. Parliamo quindi di flessibilità, adattabilità, multifunzionalità e mobilità, connessione continua con informazioni e persone, accesso alle tecnologie, alle risorse educative aperte, al cloud, apprendimento attivo e collaborativo, creatività, utilizzo di molteplici metodologie didattiche innovative. Una didattica smart, quindi, e noi di Sistema 3, che da sempre collaboriamo con le realtà legate all’Istruzione di tutta Italia, mettiamo a disposizione la nostra competenza e la nostra progettualità per pensare insieme a Dirigenti e Docenti le migliori soluzioni hi-tech da destinare agli studenti. La Sistema 3 infatti si caratterizza da sempre per la vendita di prodotti nel settore educational quali LIM, videoproiettori, monitor touch, laboratori di informatica/linguistici, per la realizzazione di impianti wifi in ambienti scolastici e per la formazione del personale docente secondo Direttiva Ministeriale n.170/2016 (ex n. 90/2003). Siamo certificati per la vendita e l’installazione di prodotti Promethean, lavagne e monitor interattivi: https://www.prometheanworld.com/activpanel  Per i monitor touch siamo certificati anche per prodotti NEC: https://www.nec-display-solutions.com/ e ovviamente siamo iscritti al Mepa. Noi di Sistema 3 possiamo essere al vostro fianco per cogliere l’opportunità di rinnovare i vostri ambienti didattici e dare un’opportunità in più di crescita ai vostro studenti: contattateci allo 0733 598843!