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  • Articoli pillar del blog: cosa sono e perché sono importanti?
    Di Daniela Zepponi
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    Pubblicato il 21 Agosto 2019
    Gli articoli pillar o pillar article sono quei testi che hanno lo scopo di insegnare qualcosa agli utenti. Spesso si presentano sotto forma di veri e propri tutorial ma non è necessario che siano strutturati in quel modo. La loro importanza è decisiva per molti blog, in quanto essi sono in grado di portare traffico anche dopo molti mesi, addirittura anni. Per capire il motivo e quali sono i vantaggi di avere degli articoli pillar, cerchiamo di delineare meglio di cosa si tratta. Cosa sono Gli articoli pillar sviluppano dei contenuti il cui argomento è generalmente non specifico dal punto di vista temporale. In pratica, gli articoli pillar risultano sempre validi, in quanto non sono legati ad un argomento che sia connesso con il fattore temporale. Si tratta quindi di testi evergreen. Per questo motivo, essi sono in grado di attirare sempre pubblico. Inoltre, l’argomento risulta sviluppato in maniera esaustiva, con un testo che risulta minimo di 500 parole. Perché sono importanti I contenuti veicolati nei pillar article offrono un valore notevole agli utenti, i quali quindi ne traggono beneficio apprendendo informazioni, seguendo esempi e consigli. In questo modo, di rimando, il blog stesso ne acquista in autorevolezza e tende ad essere visitato di nuovo. Inoltre, spesso tali articoli sono linkati da altri blog e siti, quindi ricevono anche traffico esterno. La struttura all’interno della quale gli articoli pillar sono collocati è a pilastro, essi creano una piramide con altri testi, permettendo la visita degli articoli di approfondimento e aumentando la permanenza all’interno dello stesso blog. In tal modo poi, l’azienda risulta ai primi posti di google, aumenta il traffico e gli articoli sono collocati tra i primi risultati della SERP. La qualità deve essere massimo, in questo modo sarà ripagata dagli utenti.
  • Stranger Things: le tre migliori campagne social dei brand
    Di Daniela Zepponi
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    Pubblicato il 09 Agosto 2019
    La nuova stagione di Stranger Things ha creato un vero e proprio fenomeno di vintage marketing. Numerosi brand hanno sfruttato l’ambientazione anni ’80 della notissima serie Netflix, al fine di andare a toccare le corde nostalgiche dei clienti, per rievocare le emozioni adolescenziali o infantili dei consumatori che potessero ricordare momenti felici. Un vero successo. L’esempio di Burger King ed altri Burger King ha creato Whopper Upside Down, in limited edition, un panino ispirato alla serie Stranger Things. Si tratta di un hamburger con i soliti ingredienti ma presentato sottosopra, in pratica capovolto, con tanto di packaging anni ’80 in cui viene spiegato il perché della presentazione rovesciata degli ingredienti. Inoltre, Burger King ha lanciato su twitter l’account Stranger King, proprio dedicato all’insolito panino. Un altro esempio è dato da Greenpeace per la campagna di sensibilizzazione #Plasticfree. La grafica è impattante proprio sfruttando l’iconografia sottosopra della serie. Anche l’azienda Skipper posiziona sui social i proprio prodotti sottosopra graficamente, così pure la Durex sfrutta sempre visivamente l’idea di cosa ci sia sopra e cosa sotto. Addirittura Feltrinelli ha rovesciato il libro da cui è ispirata la serie. L’importanza del vintage marketing Un vero e proprio boom dunque, che ha coinvolto le aziende più disparate e i brand più diversi in un’unica grande campagna di vintage marketing. L’importanza è data dal fatto che il concetto fosse già conosciuto dal pubblico, condiviso e riconoscibile, si è trattato di declinarlo in base al proprio prodotto ma senza inventare nulla di nuovo da zero. Una caratteristica importante senza precedenti, in quanto è bastato utilizzare un concept che già era presente nell’immaginario del mercato. Il dispendio economico quindi per questa campagna di marketing è stato molto limitato ma con risultati sorprendenti ed efficaci.
  • Whatsapp business: come si usa
    Di Daniela Zepponi
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    Pubblicato il 08 Agosto 2019
    WhatsApp è un software di messaggistica istantanea che ha rivoluzionato la modalità di comunicazione tra gli utenti.  Con circa 1,5 milioni di utenti attivi al mese e 60 miliardi di messaggi scambiati al giorno, WhatsApp da almeno un anno ha rilasciato anche la versione Business, la quale non poteva più mancare.   Com’è la versione Business di WhatsApp   Con WhatsApp Business, le aziende hanno la possibilità di interagire direttamente ed in maniera istantanea con le aziende. Il cliente da parte sua risponde con la versione standard. Entrambe le versioni si mantengono gratis e l’azienda ha la possibilità di creare un profilo specifico, che possa fornire ai clienti informazioni aggiuntive di contatto, come il telefono, la mail, l’indirizzo web dell’attività. WhatsApp Business inoltre fornisce l’azienda di statiche sulla messaggistica inviata, ricevuta e letta, in questo modo si ha l’opportunità di studiare nuove strategie di marketing e di comunicazione, in base ai risultati monitorati.     Quali sono i vantaggi Innanzitutto si tratta di una applicazione gratuita. Inoltre occorre avere un account e verificarlo, questo offre la possibilità di interagire con un utente certificato, cosa che i potenziali clienti preferiscono. Si è anche studiato quanto gli utenti preferiscano un tipo di comunicazione diretta privata, piuttosto che pubblica e questo fidelizza e offre fiducia al brand che si relaziona in tale modalità. L’idea che ne deriva, agli occhi dei clienti, è che si tratti di un’azienda che offra maggiore affidabilità e genuinità, in quanto all’interno dei suoi messaggi non sono presenti neanche inserzioni pubblicitarie. E’ possibile poi impostare una sorta di reception virtuale, con messaggi di benvenuto e comunicazioni varie da inviare anche in automatico. Il numero dei clienti che fa uso della versione standard è talmente elevato che si tratta comunque di un punto di forza indiscutibile.  
  • Face-App e le altre: se qualcosa è gratis, il prezzo siamo noi
    Di Daniela Zepponi
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    Pubblicato il 02 Agosto 2019
    Negli ultimi giorni è sufficiente fare un giro in qualsiasi social network esistente per imbattersi in foto di individui invecchiati o ringiovaniti, ma soprattutto invecchiati: a chi si sta chiedendo cosa ci sia alla base di questo fenomeno, basti sapere che nessuna macchina del tempo è stata inventata, ma una semplice applicazione sì, disponibile gratuitamente per iOS e Android: il suo nome è FaceApp.  Cos’è e come funziona FaceApp?  L’app in questione non è di nuovissima uscita ma è comunque relativamente recente: è stata lanciata a gennaio del 2017 e, servendosi di un’intelligenza artificiale, consente di elaborare e applicare effetti particolari alle foto che si decide di modificare, precisamente ai volti: non solo è in grado di restituire un’immagine spaventosamente realistica di come presumibilmente invecchieremo (l’effetto che più sta spopolando nell’ultimo periodo), ma permette anche di cambiare espressione, sesso, taglio e colore dei capelli. FaceApp può essere scaricata gratuitamente, anche se quasi tutti gli effetti proposti sono a pagamento tranne quello dell’età (è possibile anche ringiovanire i volti) e pochissimi altri. Per poterli utilizzare tutti è dunque necessario sottoscrivere un abbonamento di 3,99 euro mensili oppure 19,99 annuali. Chi ha intenzione di usarla per sempre, deve invece pagare 43,99 euro. Tuttavia, se si intende semplicemente soddisfare la curiosità di vedere come potrebbe essere il proprio volto tra trent’anni, nessun costo è previsto.  FaceApp: i dubbi sulla privacy  Molto divertente, certo, ma anche FaceApp e altre applicazioni simili, come tutte le cose, ha i suoi lati negativi. L’allarme riguarda la privacy e l’utilizzo che l’app, gestita da una società russa, farebbe delle foto inserite e dei nostri dati. Dove andranno a finire? La policy sul trattamento dei dati (da molti accettata senza neanche averla letta) non sembra in linea con la GDPR europea. Si sa, quando ci si muove in rete con i propri dispositivi si lascia sempre una traccia. E tutto ciò porta a una naturale riflessione: se qualcosa è gratis, il prezzo siamo noi.   
  • Marketing: sfrutta i podcast per trovare nuovi clienti
    Di Daniela Zepponi
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    Pubblicato il 17 Luglio 2019
       Una start-up impegnata in attività promozionali generalmente si affida ad esperti SEO per gestire un sito web e/o un blog e a dei social media manager per curare tutto ciò che concerne la propria presenza sui social network. Eppure c’è uno strumento che può essere molto interessante e che non viene ancora ben sfruttato: si tratta dei podcast.   Cosa sono i podcast?   In pratica, si tratta di trasmissioni audio per fornire dei contenuti tramite la voce. Di fatto, la tecnologia è simile a quella che si usa in radio ma mentre quest’ultima viene utilizzata spesso per trasmettere musica e tenere compagnia, un podcast può essere utile esattamente quanto un articolo postato su un blog.    Supponiamo che un’azienda debba attirare dei potenziali clienti su un sito web di informazione. Molte persone hanno poco tempo di leggere intere pagine su Internet o semplicemente non riescono a concentrarsi in letture troppo lunghe. Ebbene, con un podcast l’azienda potrebbe rendere accessibile un determinato contenuto anche a queste persone.   Come si fa a trasmettere un podcast?   Fondamentalmente non serve molto: oltre ad un microfono di buona qualità, servono dei software che possano occuparsi sia della registrazione dell’audio ma soprattutto dell’editing. In realtà sembra una cosa complessa, ma ci sono delle app dedicate sul Play Store come Anchor che semplificano il lavoro.    Una volta che il podcast è pronto bisognerà condividerlo sulle piattaforme dedicate. Qui la scelta spetta all’azienda perché ci sono varie soluzioni, ma il canale migliore generalmente è Spreaker, il servizio più famoso dedicato ai podcast. Questo vi permetterà non solo di creare un contenuto ma anche di condividerlo su altre piattaforme come iTunes o Spotify. Inoltre oltre al vantaggio garantito dai podcast per attirare clienti, con Spreaker è possibile anche monetizzare i contenuti in modo da ripagare i costi legati alla produzione dei contenuti.
  • Emozioni della Natura in mostra: “Gli abitanti del bosco”
    Di Daniela Zepponi
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    Pubblicato il 05 Luglio 2019
    Belforte del Chienti ospita una mostra bellissima: “Gli abitanti del bosco” realizzata dal team dell'Occhio nascoso dei Sibillini, quattro amici (tra cui il nostro Lorenzo Lambertucci) che hanno unito il loro amore per la natura e per la fotografica per offrire a tutti noi le immagini più straordinarie che i Sibillini possano offrire. La mostra, che sarà inaugurata il 6 luglio e resterà aperta fino al 21 luglio, fa parte del bell'evento "Appennino Foto Festival" di cui è sponsor anche Sistema 3. Appennino Foto Festival – Luce della Rinascita nasce da un’idea che, con tenacia e volontà, il gruppo Photonica3 ha deciso di trasformare in un evento unico! Per tre settimane, dal 5 al 21 luglio, i comuni di Belforte del Chienti, Camporotondo, Cessapalombo e San Ginesio, saranno lo scenario di una serie di eventi legati al mondo della fotografia, sul tema della natura e dell’Appennino: Workshop fotografici, conferenze, incontri letterari, tenuti da professionisti di rilievo internazionale, inoltre mostre, degustazioni di prodotti locali, laboratori ed esperienze da far vivere anche ai bambini. La Natura ci regala emozioni che a volte facciamo fatica a raccontare con le parole: il branco di lupi che attraversa il bosco in silenzio, l’elusivo e introvabile gatto selvatico ma anche la faina, la volpe, l’istrice nel loro habitat naturale. Durante l’evento intrattenimento per bambini con “Le Superteppe”: i bambini potranno creare delle fantastiche bottigliette arcobaleno con degli ingredienti assai insoliti! Ogni bimbo potrà portarsi a casa il colorato lavoretto, inoltre palloncini modellabili e zucchero filato per tutti! Cliccate sul link per scoprire il programma : https://www.appenninofotofestival.com/programma/