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  • Didattica a distanza: 85 milioni stanziati dal Ministero
    Di Daniela Zepponi
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    Pubblicato il 07 Aprile 2020
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    digitalizzazione
    L’emergenza coronavirus ha messo in luce in questi mesi tanti problemi legati alla digitalizzazione della scuola. Ovviamente nessuno immaginava di doversi organizzare da un giorno all’altro per tenere lezioni a milioni di studenti in teledidattica eppure così è stato. Ora il Ministero mette a disposizione svariati milioni di euro per far fronte a questi problemi visto che ancora è difficile immaginare quando si tornerà a scuola e soprattutto COME ci si tornerà. Ma come saranno organizzati questi soldi? Ci saranno ben 10 milioni di euro che verranno stanziati per dotare le scuole di strumenti digitali o per favorire l’utilizzo di piattaforme di e-learning. 70 milioni di euro che permetteranno anche ai ragazzi meno fortunati a livello economico di avere gratuitamente a disposizione dispositivi digitali individuali. Infine ci saranno 5 milioni di euro per la formazione online dei docenti sulle metodologie e sulle tecniche di didattica a distanza. Tutte le informazioni in merito a quello che abbiamo detto potete reperirle all’interno del Decreto Cura Italia a questo Link: nota operativa per l'attuazione del decreto Cura Italia inviata alle scuole italiane il 28 marzo 2020.  Il riparto dei fondi per ciascuna istituzione scolastica statale è specificato all'allegato 1 visionabile a questo link.  Noi di Sistema 3, da anni leader nella vendita di dispositivi per la tecno didattica siamo a disposizione per rispondere a tutte le vostre domande con tante idee e spunti per rendere più semplice e veloce il passaggio verso la didattica a distanza. Abbiamo a disposizione notebook e tablet. Vi aspettiamo!
  • Epic Fail Inps: cosa è andato storto?
    Di Daniela Zepponi
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    Pubblicato il 03 Aprile 2020
    Sono tempi difficili, lo sappiamo tutti: e proprio durante i tempi difficili si vede la differenza tra chi sa fare il proprio lavoro e chi no. Il primo aprile (sorvoliamo sull’ironia della cosa) le Partite Iva, dalla Mezzanotte hanno potuto chiedere sul sito dell’Inps i 600 euro che lo Stato Italiano ha deciso di destinare loro come sostegno in questi momenti di crisi. Le partite Iva in Italia sono circa 5 milioni e nonostante alcuni paletti, è probabile che la maggior parte di loro abbia diritto al sostegno. Visto che si è parlato di click day la gente si è fatta prendere dal panico e a mezzanotte e 1 secondo ecco migliaia di persone online a fare la richiesta. Cosa è successo al sito Inps? Era prevedibile che una folla di centinaia di migliaia di persone si riversasse in contemporanea nel sito, e questo ha portato due enormi problemi: uno prevedibile e uno assolutamente imprevedibile. Iniziamo ad analizzare la situazione più prevedibile: il sito ad un certo punto non ha retto ed è andato in down. Perché? Perché alla fine non c'erano un numero sufficiente di server per poter gestire tutte quelle richieste, senza contare  che il programma è stato scritto davvero molto molto male. Facciamo un esempio concreto: hanno messo la cache davanti ai server ma configurata male, ecco perchè ha iniziato a rispondere agli utenti sbagliati. Il secondo problema è stato qualcosa di assolutamente imprevedibile (e impensabile): una gigantesca falla nella protezione dei dati, che ha portato la gente a visualizzare profili ( e dati sensibili) non propri, con un danno di immagine ( e non solo) enorme per l’Ente Previdenziale. Dando un’occhiata al codice (lato client, quindi non serve hackerare nulla) si nota che il linguaggio di programmazione sembra scritto da uno stagista alle prime armi (senza nulla togliere agli stagisti). Un sito costato in pochi anni milioni di euro come questo, un sito Istituzionale di un Ente su cui fa affidamento tantissima gente deve essere analizzato scritto e revisionato da un team di diversi programmatori.... insomma sembra che i milioni di euro investiti non siano molto giustificati. Al momento è stato accusato un hacker di tutto il disastro successo: ma forse basterebbe fare un mea culpa, e iniziare a investire IN MANIERA SERIA sul digitale. Se non ora quando?
  • Videoconferenze: come lavorare ai tempi del Covid-19
    Di Daniela Zepponi
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    Pubblicato il 24 Marzo 2020
    Le riunioni in video conferenza sono una risorsa usata già da tempo dalle aziende di tutto il mondo, ma mai come in questo periodo si stanno rivelando fondamentali per portare avanti il lavoro. Infatti spesso per portare avanti un lavoro un messaggio o una chiamata non sono sufficienti, è necessaria una chiacchierata a quattr’occhi, in particolar modo quando, nella riunione, sono coinvolte più di due persone. E a rispondere a questa esigenza ci pensa appunto la videoconferenza, una sorta di riunione 3.0 che permette a due o più persone distanti tra loro di chiacchierare guardandosi negli occhi, grazie alla presenza di un dispositivo dotato di monitor, come un desktop o uno smartphone. Riunioni in videoconferenza: i vantaggi per la tua azienda La videoconferenza ha diversi vantaggi per le aziende: la possibilità di sostituire le riunioni tradizionali con incontri virtuali ha ripercussioni sui costi e processi aziendali, e anche a livello organizzativo e conoscitivo, perchè consente di organizzare incontri anche tra più persone distanti tra loro. Anche in condizioni normali le riunioni in videoconferenza portano diversi vantaggi e sono 1 – RIDUZIONE DEI COSTI IN TEMPO E DENARO  2 – COLLOQUI DI LAVORO RAPIDI ED EFFICACI 3 – INTRODURRE IN AZIENDA LO SMART WORKING 4 – COINVOLGERE MAGGIOREMENTE I DIPENDENTI 5 – MIGLIORARE IL PIANO DI MARKETING Ma quali sono i Software per videoconferenza che possiamo utilizzare? C’è ad esempio  Gmail Hangouts: disponibile per chi ha un account Gmail, quindi si può usare sia su computer fisso che su smartphone Android e iOS. Hangouts è un servizio completo e permette di inviare messaggi di testo, effettuare videochiamate e videoconferenze (fino ad un massimo di 10 persone connesse) e offre anche un servizio VoIP. Ovviamente può essere utilizzato Skype con le videochiamate di gruppo. Da qualche mese, anche con Whatsapp è possibile fare delle videochiamate coinvolgendo più persone. Se usi già questa app di messaggistica con la tua azienda, ora puoi comunicare ai tuoi clienti e collaboratori la tua disponibilità ad effettuare delle videochiamate con lo smartphone. Anche in questo caso il servizio è totalmente gratuito e si può interagire con interi gruppi di persone. Un’alternativa simile, che sta prendendo piede è Telegram. Il servizio offre funzionalità specifiche per proteggere la privacy delle conversazioni: l’invio di messaggi di testo e file multimediali si autodistruggono dopo uno specifico lasso di tempo e può essere utilizzato anche per le videoconferenze. Certo è che in questo momento in cui sono tutti connessi, anche questi sistemi potrebbero creare qualche problema. Noi si Sistema 3 restiamo sempre a disposizione per mostrarvi il sistema che consigliamo e seguirvi passo passo nell’installazione!
  • Backup dei dati aziendali: è ora di scegliere un sistema Cloud!
    Di Daniela Zepponi
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    Pubblicato il 18 Marzo 2020
    Desiderate ottimizzare il tempo che il Coronavirus sta rubando alla produzione nella vostra azienda al momento in stand by? Allora dedicatevi al backup dei dati (anche se in realtà avreste dovuto pensarci già da un po’). Fare questa operazione, infatti, significa fare un duplicato e quindi creare una copia di sicurezza di informazioni e file. L’operazione, anche se apparentemente sembra una perdita di tempo, vi aiuta a tutelare il vostro lavoro da qualsiasi situazione pericola possa verificarsi. Magari situazioni legate al malfunzionamento dei vostri sistemi, o legate ad attacchi da parte di cybercriminali, o magari legate al fatto che qualcuno in azienda fa un grosso errore e cancella dei dati e dei progetto fondamentali. Ecco, il backup dei dati rappresenta la vostra ancora di salvezza. Il concetto di backup è applicabile, ed è fondamentale, in azienda, ma vale anche per tutti i dispositivi che contengono e generano dai (dai cellulari a qualsiasi altro dispositivo elettronico contenente software). Il backup quindi consiste in una copia di file o database (fisici o virtuali) che viene ospitata in un sito secondario. È un’attività fondamentale nei seguenti e già citati casi: 1.       Anomalie e guasti dell’apparecchiatura; 2.       Eventi catastrofici come incendi, allagamenti, terremoti, guerre; 3.       Azioni malevoli come furti, virus e via dicendo; 4.       Errori da parte degli utenti distratti o inesperti. Grazie alla copia di file, applicazioni e sistemi, è possibile recuperare i dati perduti e di tornare alla condizione operativa precedente all’evento negativo; ovviamente, la funzionalità operativa dipende dalla frequenza con cui si effettua. Per lavori intensivi, infatti, la frequenza deve essere impostata in maniera più serrata rispetto ad attività diluite in delta temporali più lunghi. Ripristinare dati, database, sistemi e applicazioni, infatti, è un requisito basilare nella gestione di qualsiasi tipo di business (pubblico o privato). Per questo motivo è necessario eseguire il backup di tutti i dati che si ritengono critici o vulnerabili. La routine, di per sé noiosa, si rivela cruciale nel momento in cui l’accesso ai dati è per vari motivi risulta inibito. In caso di software baggato, corruzione dei dati, guasto dell’hardware, hacking dannoso, errori degli utenti o altri eventi imprevisti, ciò che si è salvato è l’ancora di salvezza della governance. In linea generale, questo non vale solo per i grandi apparati informatici. Vale per i pc, gli smartphone, i tablet, i lettori audio e qualsiasi altro dispositivo equipaggiato di software. Iniziate quindi a inventariare quali sono i dispositivi e i dati da proteggere, e occupate questo periodo mettendoli al sicuro! Del resto c’è da dire che, se già utilizzate un sistema cloud come Logico Cloud di Sistema 3, tutto il flusso dei dati aziendali viene già archiviato in maniera protetta, in previsione di qualsiasi situazione  possa portare ad un problema tale da danneggiare i dati importanti per il lavoro. In ogni caso siamo pronti con un sicuro sistema di disaster recovery con backup pianificati giornalmente, settimanalmente e mensilmente per un ripristino tempestivo dei dati danneggiati. Non solo, vi facciamo un esempio pratico: con Logico Cloud anche nel caso, come quello relativo al Coronavirus, che impedisce la presenza fisica in ufficio, chiunque può continuare ad effettuare il lavoro di tutti i giorni. Insomma: questo sembra essere proprio il momento giusto per passare ad un sistema cloud!
  • Smart Working: è ora di cambiare strategia!
    Di Daniela Zepponi
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    Pubblicato il 13 Marzo 2020
    Continua l’emergenza coronavirus in Italia e sempre più aziende stanno facendo la scelta giusta (e civica) di chiudere, per evitare di aumentare il numero dei contagi. Del resto, se la produzione di ferma, le aziende che si occupano di servizi e gli enti pubblici possono procedere con il lavoro, sempre in versione smart working. Sono milioni i dipendenti che in queste settimane hanno potuto avuto la possibilità di portare avanti il proprio lavoro da casa. È la stessa cosa che stiamo facendo anche noi di Sistema 3, che continuiamo ad essere a vostra disposizione (a distanza) per risolvere ogni problema. Ma come può un’azienda rendere smart il lavoro dei propri dipendenti? È necessario dotarsi di un sistema di VPN (virtual private network - rete virtuale privata) cloud che permette di creare una connessione sicura dal computer di casa dell'impiegato alla rete dell’azienda o dell’ente. Una volta effettuato l'accesso utilizzando un certificato SSL (Secure Socket Layer - file che si utilizza per evitare di inserire una password e certifica l'utente poichè è personale), tramite Desktop Remoto l'utente può in pratica accedere alla propria postazione di lavoro dell'ufficio, compresi tutti i documenti, come se egli si trovasse realmente davanti al proprio pc lavorativo. Tutte le connessioni sono tracciate dall'amministratore su un sistema di LOG che salva tutti gli orari di collegamento e disconnessione utente. Anche da remoto Sistema 3 può dotare in questo momento le aziende della possibilità di continuare la propria attività anche senza essere sul luogo di lavoro. Dobbiamo tutti trovare modi alternativi che ci permettano di andare avanti: e fermare il traffico di persone non significa in ogni caso fermare l’attività, quando ci sono i mezzi a disposizione. Potete chiamarci per ogni specifica e chiarimento: vi aspettiamo!
  • Contenuti del sito: come e quando aggiornarli?
    Di Daniela Zepponi
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    Pubblicato il 04 Marzo 2020
    Avete mai pensato di migliorare la Seo del vostro sito aggiornando i vecchi articoli? Ecco come fare per dare nuova spinta alle visualizzazioni dei vostri contenuti! La prima cosa da considerare è che non sempre i contenuti “invecchiano bene”: in alcuni casi perdono appeal e importanza, mentre in altre situazioni è possibile recuperarli e renderli migliori. Ma quali vantaggi offre effettivamente l’aggiornamento dei contenuti del vostro sito? Fornisce una migliore esperienza utente: gli utenti leggono i contenuti per trovare informazioni, ma se essi non sono aggiornati, non sono più utili. Mantiene l’autorità degli URL: ogni volta che si crea una nuova pagina su un sito il nuovo URL non ha alcuna autorità. Gli URL dei contenuti più vecchi hanno autorità esistente da qualsiasi link che hanno acquisito, ma anche solo dall’essere “invecchiati”. Possono essere ottimizzati per nuove o per più parole chiave: A volte si possono trovare ottime keyword con un tasso di clic molto basso. La semplice modifica dei contenuti per includere una parola chiave o le sue varianti aiuta a classificare meglio il contenuto e a ottenere un tasso di clic più alto. Ora che sappiamo che è un bene aggiornare i nostri contenuti, come scegliere quelli su cui lavorare? In questo vi sarà di grande aiuto GOOGLE ANALYTICS. Entrate nella vostra sezione, selezionate Comportamento > Contenuto del sito > Tutte le pagine. Segmentate prima i dati per traffico organico in modo da visualizzare solo le pagine più visitate dagli utenti organici e prendere nota delle prime 10-15 pagine che guidano il traffico più organico verso il sito web. Ora andate a incrociare i dati con quelli di Google Search Console per fornire indicazioni su come aggiornare i nuovi contenuti. Nella Search Console andare su Performance report nella navigazione a sinistra, selezionare l’intervallo di date e cliccare sul pulsante + NUOVO per segmentare i dati in base all’URL della pagina. Normalmente si seleziona il filtro “URL esatto” e poi si va a copiare e incollare l’URL principale dalla nostra lista.  Altre tattiche di aggiornamento dei contenuti da utilizzare sono ad esempio riparare eventuali link rotti, aggiungere altre immagini o video ad un articolo, Aggiungere o modificate una call to action  Ma ogni quanto bisogna aggiornare i contenuti del sito? Non esiste uno standard fisso per la frequenza di aggiornamento e realisticamente questo varia a seconda del sito web e del settore. Ovviamente un nuovo sito non ha bisogno di questa procedura, ma un sito che ormai è online da anni, come buona norma dovrebbe essere aggiornato ogni sei mesi, con un check specifico. Se si hanno più di 10.000 visitatori al mese, potrebbe essere importante aggiornare i contenuti anche ogni trimestre. Un ultimo consiglio: quando avete rinnovato il contenuto di una articolo, è bene promuoverlo il più possibile attraverso i vostri canali!