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  • Pelletterie Giudi: arriva l'ecommerce targato Sistema 3
    Di Daniela Zepponi
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    Pubblicato il 27 Maggio 2020
    Giudi, la storica pelletteria marchigiana rende ancora più forte la propria strategia digitale attraverso la pubblicazione dell’e-commerce targato Sistema 3. Una piattaforma completamente nuova e decisamente funzionale, basata su piattaforma proprietaria Logico Cloud che mette ancora più in risalto la bellezza dei prodotti made in Italy della ditta di Morrovalle.  Alla base del progetto c’è ovviamente la consapevolezza che in questo periodo storico è impossibile raggiungere il mercato in maniera davvero capillare senza una presenza digitale di qualità. Il sito quindi sposa alla perfezione l’eleganza del marchio Giudi e la mostra in ogni sua sfaccettatura. La user experience è impeccabile, come impeccabili sono i materiali che da sempre contraddistinguono questa azienda. Il design essenziale rende decisamente semplice fare shopping. Una volta scelta la categoria di prodotti è possibile approfondire in quali tipologie sono presenti, e poi entrare a leggere ogni informazione specifica relativa all’oggetto desiderato. Per ogni prodotto sono visibili i colori disponibili, le tipologie di materiali, il tipo di realizzazione, le dimensioni e ovviamente il prezzo. Si può condividere il prodotto su Facebook o su Twitter e fare una comparazione con altri prodotti per capire quale preferire. Insomma Giudi e Sistema 3 insieme hanno realizzato l’ambiente perfetto per lo shopping perfetto: non vi resta che provare!  
  • E-mail marketing: perchè è importante segmentare il tuo pubblico
    Di Daniela Zepponi
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    Pubblicato il 21 Maggio 2020
    L’attività di email marketing, se bene organizzata e ben gestita può davvero fare la differenza per certi tipi di attività. Ma non c’è errore peggiore che vedere la lista dei tuoi contatti come se fossero tutti uguali, senza capire che è possibile organizzarli in blocchi, segmentarli per arrivare loro nella maniera migliore. Come? Innanzitutto (e non ci sarebbe nemmeno bisogno di dirlo) scegliete un tool professionale per l’invio massivo di email. E poi iniziate a lavorare alla vostra lista contatti. Perché è importante segmentare i contatti?  Ovvio: per vendere di più! Inviare una mail mirata che va a centrare innanzitutto l’obbiettivo di essere aperta e poi di portare il ricevente a fare click sul link dove volete indirizzarlo. Dopo ogni invio andate ad analizzare le metriche che riguardano le newsletter:  Open e Click-Through Rate possono raccontare molto rispetto al successo di una buona newsletter aziendale o personale. Quindi segmentare vuol dire creare gruppi all'interno del database con determinate caratteristiche. Ad esempio puoi creare liste in base a caratteristiche statiche come la provenienza, la data di nascita, il tipo di lavoro, oppure a caratteristiche dinamiche (attributi comportamentali) che vanno a segmentare le persone in base a come interagiscono con la mail stessa. Tipi di segmentazione email dei tuoi clienti  Come segmentare in liste gli iscritti alla newsletter? Ci sono modi differenti per attivare queste dinamiche, ma nella maggior parte dei casi possiamo lavorare attraverso 5 modi di base per organizzare i contatti in un database raccolto e costruito con i tuoi lead. Questa è una delle basi per creare una diversificazione nelle liste. Puoi attivare ramificazioni per dividere l'invio delle email in base al comportamento del contatto. Che può essere: Potenziale/Nuovo/Abituale/Inattivo. Il messaggio da inviare a questo tipo di contatti è molto diverso: ognuno va curato per la sua attività o non attività. Devi trasformare in potenziale in nuovo cliente, coccolare con qualche idea pensata per loro gli ultimi arrivati, premiare chi è con te da tempo e inviare un messaggio ad hoc per stimolare chi invece è ancora dormiente. Se dopo un paio di invii di super offerte ad hoc il contatto risulta inattivo per più di sei mesi, puoi provvedere a rimuoverlo per far posto a contatti più interessanti. In conclusione Immagina che il tuo database di contatti sia una serra piena di fiori diversi tra di loro, ognuno con le sue esigenze: passeresti a prendertene cura con un tagliaerba come fosse un campo da calcio? Penso proprio di no: per ottenere i migliori risultati, trova il modo giusto di comunicare con ognuno. Scommetto che vedrai da subito migliorare i tuoi risultati!
  • E-commerce: è ora di accettare la digital transformation
    Di Daniela Zepponi
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    Pubblicato il 15 Maggio 2020
    L’emergenza Covid-19 ha portato molte attività commerciali a rendersi conto che prendersi cura del proprio e-commerce (o averne uno) è un lavoro che ormai deve camminare di pari passo con il resto dell’attività. Il crollo degli incassi nei negozi fisici e l'esplosione del traffico sull’e-commerce rappresentano nuovi rischi ed opportunità, figli di questo periodo. Valutare un nuovo modus operandi per accelerare il percorso di acquisto finale rappresenta oggi una vera e propria missione digitale. Nuova luce e nuove opportunità quindi, per chi è in grado di cogliere gli input del momento: la pandemia è stato un acceleratore per i processi di digital transformation e ha imposto tante novità per intercettare una domanda che comunque in tanti campi è rimasta costante. A questo punto, quali sono le caratteristiche fondamentali di un e-commerce? Ovviamente una buona comunicazione! E parliamo di comunicazione interna all’e-commerce, con la possibilità di rispondere alle esigenze dei clienti, ma anche e soprattutto comunicazione efficace nel portare all’interno clientela nuova e di ritorno. Come gestire un e-commerce in tempi di pandemia? Ecco alcune buone norme e consigli: Scegliere una piattaforma intuitiva e semplice, che vi permetta di prendere subito possesso della gestione. Assicurare lo stock di prodotti. Scegliere il partner a cui affidare la logistica. Essere trasparenti sulle condizioni di vendita, specificando le modalità di consegna, restituzione e consegna. Configurare una pagina di pagamento personalizzata e sicura. Offrire diverse modalità di pagamento. Ovviamente è fondamentale preoccuparsi della sicurezza del proprio e-commerce! Solo garantendo la massima sicurezza ai clienti potrai pensare di proseguire sulla strada dell’e-commerce. Ricapitolando: mai più senza un e-commerce realizzato su una buona piattaforma, che sappia in grado di dialogare al meglio con i clienti, che venga raccontato nella maniera giusta e che garantisca la massima sicurezza. Clicca sui link per scoprire gli ultimi e-commerce realizzati da Sistema3: https://giudi.com/ https://i-exe.it/it/ https://www.giallobus.com/it/ https://mariannasantoni.com/ https://montebove.com/ https://soundtech.it/
  • Firma digitale: cos'è e a cosa serve
    Di Daniela Zepponi
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    Pubblicato il 07 Maggio 2020
    Firma digitale: sapete di cosa si tratta? Ne parliamo nell’articolo approfondendo le varie tipologie per capire differenze e modalità di utilizzo.  Cos’è la firma digitale? La firma digitale è la tipologia di firma elettronica più avanzata e sicura che esiste al momento.  Garantisce infatti i maggiori livelli di attendibilità nei riguardi dell’identità di chi firma e anche nel garantire l’autenticità dei documenti firmati. Come funziona la firma digitale? La firma digitale utilizza un ID digitale basato su un certificato rilasciato da autorità di certificazione (CA) o fornitori di servizi fiduciari (TSP) accreditati. Questo sta a significare che quando viene firmato un documento con la firma digitale la nostra identità è garantita appunto dall’accreditamento, ed è collegata in maniera univoca a noi. La firma infatti è vincolata al documento tramite cifratura ed è tutto verificabile mediante una tecnologia di base nota come infrastruttura a chiave pubblica (PKI). Tipologie di firme digitali Firma Elettronica Standard Per firma elettronica standard si intende l’insieme dei dati in forma elettronica, allegati oppure connessi tramite associazione logica ad altri dati elettronici, utilizzati come metodo di identificazione informatica. Firma Elettronica Avanzata La firma elettronica avanzata prevede che, prima dell’apertura di un documento, il firmatario debba verificare la propria identità utilizzando password, ID social, PIN telefonici o altri metodi di autenticazione. Firma Digitale La firma digitale, nota anche come firme avanzata o qualificata, utilizza un ID digitale basato su un certificato ed un PIN al fine di autenticare l’identità del firmatario. In genere, gli ID digitali sono rilasciati da fornitori di servizi fiduciari. A cosa serve la firma digitale Come abbiamo già detto, le firme digitali servono a verificare l’identità del mittente, l’effettivo invio della missiva, l’integrità del messaggio inviato. Come funziona la normativa sulla firma elettronica? Permissiva o Minimalista: le firme elettroniche semplici hanno lo stesso status delle firme scritte a mano purché entrambe le parti concordino l’uso delle firme elettroniche; A due livelli: le firme digitali hanno lo stesso status delle firme scritte a mano, ma le firme elettroniche inoltre sono legali e applicabili. I Paesi che utilizzano queste firme di solito basano le loro leggi sul modello UNCITRAL. Prescrittiva: l’uso di firme elettroniche e digitali è regolato da leggi restrittive specifiche per ogni Paese. Desiderate avere maggiori informazioni sulle firme elettroniche? Vi aspettiamo qui da Sistema 3!
  • I pericoli dell'utilizzo di Internet Explorer come browser predefinito
    Di Daniela Zepponi
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    Pubblicato il 23 Aprile 2020
      Ancora molta gente chiede come poter mettere Internet Explorer come browser predefinito per tutto: e questo perché sembra l’opzione più semplice. E in effetti in passato era considerata la modalità standard rispetto ad altri brower più nuovi e forse considerati meno affidabili. Eppure in un articolo dal titolo “I pericoli di usare Internet Explorer come browser predefinito”, il capo della cybersicurezza di Microsoft, Chris Jackson spiega perché anche l’azienda ha deciso di parlare chiaramente di questo problema.  “Internet Explorer è una soluzione di compatibilità. Non supportiamo nuovi web standard sul software e nonostante molti siti possano funzionare, gli sviluppatori semplicemente non testano più le loro pagine per Explorer. Le testano su browser moderni”.  Per questo motivo a continuare con la stessa soluzione si finisce per continuare ad utilizzare una soluzione statica e non a prova di futuro. Il singolo utente ha vita facile: basta lasciare da parte l’icona della “e”, preferendo invece il nuovo Microsoft Edge, oppure Chrome di Google, Firefox o Opera. Le alternative ci sono e funzionano davvero benissimo. Ma qui non parla di singoli utenti: Jackson si rivolge alle grandi aziende che chiedono esplicitamente di usare Explorer perché compatibile con applicazioni web interne altrettanto obsolete. Invece di aggiornare le proprie applicazioni e i propri standard, molte aziende preferiscono insistere sull’uso di un browser vecchi e inaffidabili. La stessa cosa che purtroppo in Italia succede con tante Amministrazioni pubbliche. E se un’applicazioni ve lo chiede esplicitamente? Provate comunque ad utilizzare un altro browser come Chrome o Firefox. Non c’è alcuna ragione tecnica che giustifichi la necessità di ricorrere a un software obsoleto, lento e pieno di falle come Explorer: soprattutto se i primi a dirvi di non farlo sono proprio colore che l’hanno creato!
  • Zoom: quanto è affidabile la piattaforma più amata del momento?
    Di Daniela Zepponi
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    Pubblicato il 15 Aprile 2020
    Zoom: un nome sconosciuto fino ad un mese fa diventato adesso assolutamente di moda. Ma si tratta di una scelta intelligente? Scopriamolo insieme Cos’è Zoom? Zoom è un programma che permette di effettuare videoconferenze e in beve tempo è diventata una delle applicazioni più scaricate e amate del mondo. Su Zoom si fanno un sacco cose: si fa lezione, si lavora, si fanno gli happy hour, si viene attaccati dagli hacker e qualcuno magicamente svende i vostri dati. Ops, allora non è tutt’oro quello che luccica? In molti stanno iniziando a mettere in dubbio questo prodotto soprattutto perché pare che il desiderio di far crescere il numero di utenti sia stato più forte in questi mesi di quello di proteggere la loro sicurezza. Perchè Zoom è insicura? La piattaforma in sé è davvero interessante: facile da usare anche per chi è meno portato per la tecnologia, semplice e gratuita fino a 40 minuti con 100 persone collegate. Purtroppo però ci sono anche fenomeni legati alla cattiva volontà di certi pessimi soggetti che frequentano il web che sono nati fenomeni come lo  Zoombombing, che consiste nel trovare in rete il numero che identifica una certa conferenza e fare irruzione postando materiale pornografico, osceno, propaganda nazista e altra spazzatura. Con gli effetti che potete immaginare, soprattutto se si tratta di bambini. È invece notizia di queste ore che i dati di migliaia di utenti sarebbero stati venduti a terze parti, che adesso li useranno nella migliore delle ipotesi per tentare di vendere servizi…nella peggiore…per tante altre azioni molto scorrette. Che si può fare allora? Magari trovare alternative più valide e sicure come ad esempio https://www.gotomeeting.com/it-it che è quella che usiamo anche qui a Sistema 3 e che siamo soliti consigliare ai nostri clienti. E per qualsiasi indicazione siamo qui a indicarvi quella che può essere la soluzione migliore per voi. E ricordiamoci che l’esempio di Zoom ci insegna una cosa importante: “semplice e veloce”, spesso non si accompagnano a “sicuro”. Che ne pensate?